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Il debito pubblico e la Bibbia

Il debito pubblico e la Bibbia

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Nella categoria Matematica e numeri, oltre ad argomenti legati alla matematica, ho deciso di scrivere articoli che ci mostrano numeri riguardanti la realtà che viviamo. Questo è il primo articolo di questo tipo.

Parecchi anni fa, se non ricordo male alla fine degli anni Novanta, ebbi l’occasione di assistere a uno spettacolo di Giorgio Gaber al teatro Civico della Spezia. Gaber è stato un genio, le sue canzoni e i suoi monologhi stimolavano riflessioni profonde sulla nostra cultura, la nostra società, il nostro modo di vivere. In quel periodo leggevo libri che riguardavano il funzionamento del denaro, per capire come mai il debito fosse ormai una realtà inevitabile, sia a livello di stati sia a livello personale. In uno dei suoi monologhi, Gaber ci parlò del debito pubblico italiano, che allora “era appena” di 2 milioni di miliardi di lire. Scritto in cifre, fa un certo effetto. 2.000.000.000.000.000 lire, l’equivalente di circa 1.000.000.000.000 di euro.

Il buon Giorgio terminò il suo monologo con questa frase, che ricordo benissimo:
“Ma con chi abbiamo questo debito? Se è uno che non conta niente, chi se ne frega, gli abbiamo tirato un pacco e non lo restituiamo. Ma se invece è qualcuno d’importante, prepariamoci a pagare in natura!”.
Sono passati più di 25 anni, la nostra moneta è cambiata, ora ci sono gli Euro e non le lire. Come era prevedibile, il debito pubblico italiano è aumentato vertiginosamente, ci stiamo avvicinando alla soglia dei 3.000 miliardi di euro, che nominalmente è circa tripla di quella di allora.
Ho provato a chiedere a uno strumento di intelligenza artificiale (Microsoft Copilot) quale sia la distribuzione del debito pubblico per continente. Questa è la tabella del debito relativa al 2023 (fonte International Monetary Fund, Global Debt Database).

  • Europa ~ 25.500.000.000.000 USD
  • Asia ~ 22.800.000.000.000 USD
  • Americhe ~ 24.100.000.000.000 USD
  • Africa ~ 1.900.000.000.000 USD
  • Oceania ~ 0.900.000.000.000 USD
  • Totale ~ 75.500.000.000.000 USD

Chi sono invece coloro che detengono il debito pubblico?
Le statistiche dell’ IMF e dell’OCSE (sempre secondo la risposta di Microsoft Copilot) riguardo ai detentori del debito sono le seguenti.

  • Banche centrali: 20–30%
  • Banche e istituzioni finanziarie: 25–35%
  • Investitori istituzionali (fondi pensione, assicurazioni, fondi): 20–30%
  • Investitori esteri: 10–20%
  • Famiglie (singoli cittadini): 5–10% nei Paesi avanzati, 1–3% nei Paesi emergenti

Questi sono i numeri che danno la fotografia di un mondo nel quale ogni stato sul pianeta è indebitato. Siccome tutti i paesi sono indebitati, i detentori del debito sono per la quasi totalità banche centrali, banche e istituzioni finanziari, investitori istituzionali. La tabella mostra chiaramente che una percentuale molto piccola del debito pubblico è posseduta dai cittadini.

Il seguente grafico mostra l’evoluzione del debito pubblico per USA e Italia nel periodo 1983 – 2023 (fonte: file CSV “Global Debt Database” scaricato dal sito dell’International Monetary Fund https://data.imf.org/en/datasets/IMF.FAD:GDD). Il grafico mostra il valore del debito rispetto al valore esistente nel 1983, posto uguale a 1. Nel 2023, ultimo anno disponibile, gli USA avevano un debito pari a 18.9 volte quello del 1983, l’Italia invece nello stesso periodo ha avuto un incremento di un fattore 12.1.

Non è mia intenzione esprimere opinioni o giudizi su questioni economiche e finanziarie che vanno ben aldilà delle mie competenze in materia. È altresì evidente che la crescita del debito è inesorabile e, se nulla cambia, sarà sempre più difficile rimborsarlo e sempre maggiori saranno i tagli alla spesa pubblica.

Prima di concludere, ritengo interessante sottolineare che nella Bibbia si trova (sorprendentemente dal mio punto di vista) un passo che tratta il tema della sostenibilità del debito. Riporto dal Capitolo 25 del “Levitico”1 alcuni estratti del discorso di Dio a Mosè sul monte Sinai:
Conterai sette settimane di anni, cioè sette volte sette anni.
… Dichiarerete santo il cinquantesimo anno e proclamerete la liberazione del paese per tutti i suoi abitanti. Sarà per voi un giubileo, ognuno di voi tornerà nella sua proprietà e nella sua famiglia.
… Le terre non si potranno vendere per sempre, perché la terra è mia e voi siete presso di me come inquilini e forestieri. Perciò, in tutto il paese concederete il diritto di riscatto per quanto riguarda il suolo. Se il tuo fratello, divenuto povero, vende una parte della sua proprietà, colui che ha il diritto di riscatto, cioè il parente più stretto, verrà e riscatterà ciò che il parente ha venduto.
… Ma se non trova da sé la somma sufficiente a rimborsarlo, ciò che ha venduto rimarrà in mano al compratore fino al giubileo; al giubileo il compratore uscirà e l’altro rientrerà in possesso del suo patrimonio”
.

Il Giubileo era quindi l’anno di restituzione delle terre, e permetteva a ciascuno di ricominciare. Era un meccanismo pensato per evitare che l’accumulo di debito e la concentrazione della ricchezza diventassero irreversibili. Col Giubileo si spezzava quindi la catena eterna e inesorabile del debito e la conseguente ipoteca sul futuro, causata da un debito che cresce più della capacità di generare valore.

Se vuoi, invia il tuo commento a info@esperienzedivalore.it, sarò felice di risponderti.

  1. “La sacra Bibbia”, Edizione ufficiale della CEI, a cura della Unione Editori Cattolici Italiani, 1974 ↩︎

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