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Federico Faggin, ponte tra scienza e spiritualità

Federico Faggin, ponte tra scienza e spiritualità

English version 

“Quando capiremo fino in fondo la fisica quantistica, riusciremo a unire scienza e spiritualità. In una frase, a capire il senso della vita”.
Questa è la frase con cui si conclude il documentario “Federico Faggin, l’uomo che vide il futuro”, disponibile su Raiplay. Nell’ascoltarla ho provato un senso di soddisfazione, perché il desiderio di unire scienza e spiritualità è uno dei motivi ispiratori della nascita di esperienzedivalore.it.

Federico Faggin non è molto conosciuto, anch’io ammetto francamente che non ne avevo mai sentito parlare. La sua grandezza come innovatore è perfettamente riassunta in una frase attribuita a Bill Gates:
“Senza Federico Faggin, la Silicon Valley sarebbe solo una Valley”
Ma chi è Federico Faggin? Il documentario su Raiplay ne presenta chiaramente la vita, le invenzioni e, da ultimo, il suo appassionato interesse per la coscienza e la spiritualità. Ma partiamo dall’inizio.

Faggin nacque a Vicenza nel 1941. Appena dicianovenne, al suo primo incarico di lavoro alla Olivetti, contribuì in maniera determinante alla progettazione e costruzione del primo calcolatore elettronico a transistor. Ottenne la laurea in fisica e si trasferì quindi in California e nel giro di pochi anni fu l’artefice di due invenzioni che possiamo definire rivoluzionarie, in quanto hanno aperto la strada alla diffusione su larga scala di microprocessori e computer:

  • Nel 1968 mette a punto la Silicon Gate Technology, con cui produce il primo circuito integrato (la base della microelettronica moderna).
  • Nel 1971, dopo essere stato assunto da Intel, porta a termine da capo progettista la realizzazione del primo microprocessore della storia, Intel 4004 (4 bit, 2300 transistor)

Ma non si fermò qui.

  • Nel 1974 fondò la Zilog, azienda di produzione di microprocessori. Qui produsse lo Z80 che diventò il microprocessore più usato nei primi home computer e nei videogiochi.
  • Nel 1986 fondò la Synaptics, dove inventò la tecnologia alla base dei touchpad e del touchscreen, oggi diffusa su smartphone e tablet.

Alla Synaptics Faggin si occupava anche di reti neurali, e quindi della possibilità di riprodurre con il computer alcuni aspetti della coscienza umana. Dopo qualche anno, come dichiara nel documentario su Raiplay, si allontanò progressivamente dalla convinzione che la coscienza sia un prodotto del cervello, e arrivò alla conclusione che la coscienza umana non è riproducibile attraverso il computer.  Nel 1990 fu protagonista di un’esperienza mistica che lo portò progressivamente a decidere di dedicarsi allo studio della coscienza. Queste sono le parole con cui descrive ciò che sentì:

Un’energia fatta di gioia, amore e pace, che è la sostanza di cui tutto è fatto… Non solo, la mia coscienza era in questa energia … io ero il mondo che osservava se stesso dal mio punto di vista.

Da quel periodo si dedicò completamente a questo nuovo percorso di ricerca, che lo avrebbe portato nel 2011 a fondare con la moglie la “Federico and Elvia Faggin Foundation”, dedicata allo studio della coscienza. A seguito di quest’intensa e appassionata attività, Faggin teorizzò un postulato ontologico basato sull’idea che la coscienza sia una proprietà fondamentale della realtà. Si tratta del postulato dell’Essere:

Uno (la totalità di ciò che esiste) è dinamico, olistico e vuole conoscere se stesso.

A partire da questo postulato, Faggin ci spiega che la coscienza è la realtà primaria e che ogni vita individuale è un campo quantistico partecipe della totalità del’Essere. Questo postulato fornisce le basi ad alcuni principi della fisica quantistica, come la non località e la soggettività dell’esperienza.

Concludo condividendo la mia meraviglia e la mia gioia nel constatare che Federico Faggin, dopo una ricca ed intensa esperienza come gigante della scienza e della tecnologia, sia arrivato a una visione che ha molto in comune con quella del Buddismo Soka Gakkai.

  • L’Essere che Faggin descrive come “Un’energia fatta di gioia, amore e pace, che è la sostanza di cui tutto è fatto” è in altre parole Nam Myoho Renge Kyo, la legge fondamentale che permea tutto l’universo, dall’infinito passato all’infinito futuro
  • Nel Buddismo Soka Gakkai la nona coscienza è identificata come la vita stessa dell’universo, è eterna. La nona coscienza è Nam Myoho Renge Kyo.

Grazie Federico, il ponte tra scienza e spiritualità esiste già!

Se vuoi, invia il tuo commento a info@esperienzedivalore.it, sarò felice di risponderti.

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