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Siamo sicuri che la pace sia pura utopia?

Siamo sicuri che la pace sia pura utopia?

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Guerra e pace. Il dilemma della storia dell’uomo sulla terra. Con i conflitti in Ucraina e in Medio Oriente i nostri giorni e i nostri pensieri si sono riempiti di immagini e parole di guerra, che entrano quotidianamente nelle nostre case attraverso i media. Anche il nostro futuro è permeato di guerra, i grandi del mondo fanno a gara a prospettare un avvenire minaccioso. Poco dopo l’inizio dell’invasione russa in Ucraina nel 2022, il primo ministro italiano Mario Draghi pronunciò la seguente frase:
“Non siamo ancora in economia di guerra ma è bene prepararsi”.
Col senno di poi queste parole rappresentano il lungimirante e tragico preludio di ciò che sta accadendo. Non solo la guerra in Ucraina è ancora in corso, ma l’Europa si sta preparando a un potenziale allargamento del conflitto senza badare a spese, con svariati miliardi di euro già stanziati per ampliare il proprio arsenale. E questo non è un bel viatico, come insegna l’eccezionale opera di riarmo realizzata dalla Germania nel decennio precedente alla seconda guerra mondiale.

In questo scenario coloro che portano avanti i principi della pace e del dialogo fanno fatica a far sentire la propria voce. Per alcuni la guerra e le armi sono l’unica soluzione per risolvere i conflitti e garantire ordine e sicurezza. Quando mi capita di partecipare a discussioni sul tema della guerra e della pace, provo a sostenere con convinzione che solo la pace possa garantire un futuro prospero e sostenibile. Talvolta le mie argomentazioni vengono rispedite al mittente con la seguente frase:
“La pace è solo un’utopia”.

Le prime tracce di guerra si trovano già nella preistoria, risalgono a circa 10000 anni fa, Da quando iniziamo a studiare la storia nella scuola primaria, ci addentriamo in un percorso costellato di guerre e sopraffazioni, di morti e di schiavi, di condottieri e generali che hanno compiuto massacri immani. Sembra che la guerra sia una parte ineludibile della storia dell’uomo, e anzi sia necessaria per lo sviluppo della civiltà. Inoltre, dopo la seconda guerra mondiale l’umanità ha assistito a un aumento costante della produzione di armi nucleari, batteriologiche e chimiche, che globalmente hanno un potenziale distruttivo tale da mettere in pericolo la vita stessa sul pianeta.

Date queste premesse, sono consapevole che sia complicato confutare che la pace sia solo pura utopia. Potrei controbattere usando argomentazioni basate su principi etici, religiosi e filosofici, ma ammetto che potrebbero essere facilmente considerate parziali e astratte.
E allora propongo al lettore un drastico e inaspettato cambio di prospettiva. Provo a confutare l’uguaglianza pace = utopia con una chiave di lettura che, basandosi sulla biologia, rimuove dalla discussione ogni pregiudizio ideologico.
La vita di un essere umano (ma anche di un animale o una pianta) può essere definita come il risultato della cooperazione armoniosa di una comunità di cellule, ognuna delle quali svolge funzioni specifiche che contribuiscono alla sopravvivenza dell’organismo nel suo insieme. La comunicazione tra le cellule, la loro specializzazione e la loro capacità di replicarsi sono alcuni aspetti di questa organizzazione.
Se pensiamo agli esseri umani, ognuno di noi è il portavoce di una comunità di circa 50.000 miliardi di cellule che svolgono attività complesse, altamente specializzate e organizzate, con un sofisticato livello di collaborazione e armonia. Le cellule rinunciano all’autonomia totale, cooperano, comunicano e accettano regole comuni. Tutto ciò può essere tradotto affermando che la pace cellulare è il presupposto fondamentale per il benessere della vita di ogni individuo. La rottura di questo stato di pace e armonia, come ad esempio la proliferazione incontrollata di cellule cancerose, può portare alla malattia.

Ma c’è di più. Per quello che sono le nostre conoscenze attuali, i primi esseri unicellulari fecero la loro comparsa circa 3-4 miliardi di anni fa. Arrivati a questo punto dell’evoluzione, possiamo affermare che la vita degli esseri umani, degli animali e delle piante, basata sulla “pace cellulare”, è quella che biologicamente è stata la più adatta a rappresentare la vita sul nostro pianeta.
Per concludere, la pace non è pura utopia. La pace è invece un principio biologico molto concreto su cui si basa la vita di ogni essere vivente sul pianeta.
Diecimila anni di guerre e massacri sono un’inezia rispetto ai circa 4 miliardi che ci separano dalla comparsa dei primi esseri unicellulari. Come esseri umani stiamo muovendo i primi passi nel vasto cammino della vita, siamo biologicamente dei neonati rispetto all’età dell’universo, prima o poi capiremo che la pace è l’unica strada evolutiva possibile.

Se vuoi, invia il tuo commento a info@esperienzedivalore.it, sarò felice di risponderti.

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