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La visione di Aurelio Peccei e Daisaku Ikeda

La visione di Aurelio Peccei e Daisaku Ikeda

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La disponibilità di una vastissima quantità di informazioni su Internet e sui social ci offre molte opportunità. Tra queste c’è la possibilità di conoscere persone particolarmente sagge, il cui pensiero offre interessanti spunti di riflessione. Dopo aver scritto l’articolo Intelligenza artificiale e saggezza naturale, stavo cercando qualche approfondimento sul tema e un motore di ricerca mi ha proposto un link su una persona che ha subito attratto la mia attenzione.
Aurelio Peccei nacque nel 1908, fu partigiano durante la seconda guerra mondiale, nella quale fu incarcerato per circa un anno, e divenne poi brillante manager in Fiat e in Olivetti.
Aldilà dei suoi successi professionali, Peccei si interessò appassionatamente all’ecologia, a tal punto che inizio a dedicarsi attivamente ad azioni concrete per la tutela dell’ambiente1.

Peccei fu appunto cofondatore del Club di Roma, nato nel 1968 per promuovere incontri fra scienziati, economisti, politici e capi di Stato, e per sollecitare l’attenzione sui problemi che ipotecavano il futuro del pianeta. Nel 1972, introducendo il celebre rapporto I limiti dello sviluppo, promosso dal Club, chiarì che alcuni mutamenti potevano essere «irreversibili» e che «senza una forte ventata di opinione pubblica mondiale, alimentata dai segmenti più creativi della società, la classe politica continuerà in ogni Paese a restare in ritardo sui tempi, prigioniera del corto termine e di interessi settoriali o locali.

Vedeva la saggezza come la qualità mancante nel progresso moderno: l’umanità stava crescendo in potere tecnologico e produttivo, ma non in capacità etica e morale di gestire quel potere. Peccei sosteneva la necessità di un’etica globale che mettesse al centro la dignità umana e la responsabilità verso le generazioni future. Proprio la centralità della dignità umana lo portò a conoscere Daisaku Ikeda, presidente della Soka Gakkai International, organizzazione che ha la missione di promuovere la pace, la cultura e l’educazione basandosi sull’insegnamento buddista del rispetto della dignità della vita. Riporto l’estratto di un testo in cui Ikeda ricorda l’incontro con Peccei a Firenze nel 19752.

Quando ci incontrammo, il 16 maggio 1975, aveva sessantasei anni.
Mentre parlava, ogni tanto Peccei si sporgeva in avanti dalla sua poltrona, con grande intensità. L’umanità, disse, ha vissuto finora tre rivoluzioni: la rivoluzione industriale, la rivoluzione scientifica e la rivoluzione tecnologica. Sono state tutte rivoluzione esterne. Il problema è che la saggezza necessaria a decidere come usare i frutti di queste rivoluzioni non è ancora sufficientemente sviluppata.
Proseguì affermando che il genere umano possiede una quantità enorme di conoscenza, ma è anche sorprendentemente ignorante rispetto a come comportarsi. Affermò che sebbene la tecnologia si stia sviluppando rapidamente, culturalmente il nostro sviluppo si è fermato, come pietrificato. Per colmare questo divario, disse, occorre una rinascita dello spirito umano, una rivoluzione degli esseri umani.
Era il 1975, ma sono sicuro che anche oggi Peccei affermerebbe che la rivoluzione umana è più importante della rivoluzione informatica che stiamo vivendo.

La vera sfida era sviluppare una saggezza collettiva capace di guidare la civiltà verso un futuro sostenibile. Ikeda e Peccei stavano dedicando la loro vita a questa sfida, e decisero di raccogliere le loro idee nel libro “Campanello d’allarme per il XXI secolo”. Riporto un passo dell’estratto del libro disponibile su Amazon3.

Siamo entrambi del parere che i problemi più scottanti del nostro tempo sono di natura etico-spirituale e che non possano trovare soluzione attraverso il potere scientifico e tecnologico, né grazie a strumenti strettamente economici. Essi appartengono alla sfera umana più intima e profonda: solo se sarà in grado di rivedere in toto i suoi valori e la sua visione della vita ogni singolo essere umano potrà comprenderli e accostarvisi con la serena speranza che in virtù del suo rinnovamento interiore non verremo mai sopraffatti. L’incalzante necessità di questo risveglio dell’uomo, per noi possibile, e la fede nella rivoluzione umana volta a suscitare una rinnovata consapevolezza di questo tipo ci ha spinti a intitolare il nostro libro “Campanello d’allarme per il XXI secolo”.

Oggi questo tema diventa ancora più urgente, dal momento che siamo nel pieno di un ulteriore rivoluzione tecnologica, quella dell’intelligenza artificiale. Si tratta di un ulteriore salto tecnologico, che rischia di creare gravi impatti a livello sociale ed economico dal momento che la rivoluzione umana auspicata da Peccei e Ikeda è ancora soffocata da venti di guerra e di sopraffazione.

Se vuoi, invia il tuo commento a info@esperienzedivalore.it, sarò felice di risponderti.

  1. https://www.giornalismoestoria.it/aurelio-peccei-luomo-che-sogno-la-tutela-del-pianeta-e-dellambiente/ ↩︎
  2. https://ilnuovorinascimento.org/a/daisaku-ikeda-e-aurelio-peccei-ricordi-di-unamicizia ↩︎
  3. https://leggi.amazon.it/sample/B010MZ8EIW?clientId=share ↩︎
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